Francia occidentale on the road

11/09/2019
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Francia occidentale on the road

spunti ed attimi della mia vacanza on the road
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Questo post non vuole essere una “guida” ma un diario del nostro viaggio risalendo la costa della Francia occidentale on the road con il nostro van.

Il viaggio che abbiamo fatto non doveva esserci, è stato deciso in poco tempo, definito km dopo km sulla strada e deciso più che da un desiderio di esplorazione, da quella ricerca di serenità di cui tanto avevamo bisogno dopo un’estate un po’ particolare. Non sempre l’abbiamo trovata ma durante tutti i 4300 chilometri percorsi siamo riusciti a rubare un attimo, un profumo, un riflesso, qualcosa che ci siamo portati a casa come un dono.

La nostra prima tappa è stata Hossegor, nella Nuova Aquitania, un piccolo paesino poco sopra Biarritz che per noi è una tappa fissa ogni volta che decidiamo di raggiungere l’oceano. La sua spiaggia sconfinata, l’oceano che danza al ritmo delle maree, i suoi barettini subito dietro alle dune di Le Penon ce la fanno amare ogni volta.

Qui abbiamo fatto un piccolo rifornimento di cibo e acqua, una tappa obbligata a mangiare una bowl da Louvine e poi di nuovo in viaggio verso Mimizan, una località turistica poco piu’ a nord dove siamo stati letteralmente stregati dal tramonto durante la bassa marea.

La luce, il rumore dell’oceano calmo che si ritrae sempre di piu’, Bracchetta che corre felice sulla spiaggia ormai diventata quasi infinita e che litiga con le onde (non è una grande amante dell’acqua…) ci hanno fatto amare questa cittadina.

Piccola postilla, a Mimizan c’è una grossa cartiera che purtroppo emette un odore molto forte e davvero nauseante, a seconda del vento potreste sentire questo spiacevole olezzo nell’aria.

Dopo esserci riempiti gli occhi della sconfinatezza della spiaggia di Mimizan abbiamo continuato a risalire verso Nord, essendo andati in un periodo particolarmente affollato (la settimana di ferragosto) abbiamo dovuto saltare delle tappe, causa troppo affollamento. Se però vi capita di passare in bassa stagione, una fermata sulla punta di Cap Ferret per ammirare le Dune du Pilat ve la consiglio.

Noi sulla strada ci siamo fermate ad Arès, un piccolo paesino vicino alla Réserve Naturelle Nationale des prés Salés d’Arès et de Lège-Cap-Ferret dove è presente un piccolo porto dove si affacciano le Cabanes, piccole casettine dai portoni colorati dove vengono allevate e vendute le ostriche e dove ci siamo fermati per mangiarle accompagnate da un bicchiere di vino rosè.

Eccoci poi arrivare ad uno dei luoghi che ho amato di piu’ di questo viaggio: l’Ile Madame.

Si tratta di una piccola isola raggiungibile solo con la bassa marea, quando viene collegata alla terra ferma grazie ad una piccola lingua di terra. L’isola è disabitata, troverete solo un piccolo campeggio aperto solo d’estate e un’azienda agricola dove vengono allevate ostriche, mazzancolle, cavalli e pecore. Delle piccole saline, rovi di more e un paesaggio davvero speciale.

Qui abbiamo respirato l’aria dell’oceano e ci siamo rigenerati prima di entrare in Bretagna.

Il primo impatto con la Bretagna l’abbiamo avuto visitando la cittadina medievale di Rochefort-en-Terre.

Immaginatevi un piccolo borgo francese in mezzo alle campagne: case di pietra, tetti grigi, geranei e fiori colorati ovunque, un pozzo nella piazza principale. Abbiamo dormito subito poco fuori il borgo, in questo modo sono riuscita a visitarlo con il silenzio del mattino, con il canto del gallo che mi ha dato il buongiorno, la nebbia che pian pianino ha iniziato a diradarsi e le attività commerciali che pigramente iniziavano a svegliarsi.

Durante il giorno è molto affollato e battuto, quindi indubbiamente la mattina molto presto è il momento migliore per poterselo godere con tutta calma.

Il desiderio di poter respirare il vento dell’oceano ha ricominciato a farsi sentire e quindi ci siamo diretti verso Camaret-Sur-Mer riuscendo a trovare una spiaggia sconfinata dove abbiamo dormito riparati dal vento dalle dune e dove abbiamo potuto fare una meravigliosa passeggiata sulla spiaggia insieme a Diana, tra gusci di granchio, alghe portate dal mare, conchiglie e, purtroppo, pezzetti di rete e plastica che però venivano raccolti da chiunque fosse presente e buttati come in una processione nei cestini della spiaggia.

Ognuno faceva la sua parte, adulti e bambini per ripulire la spiaggia, in silenzio, quasi come a chiedere scusa all’Oceano per avergli fatto questo, sarebbe bello vederlo fare sempre piu’ spesso, quasi come un’abitudine, un piccolo gesto ma che moltiplicato può davvero essere un modo per tamponare qualcosa di cui siamo responsabili.

Il nostro viaggio verso Nord è proseguito alla scoperta della regione di Finistere, a questo proposito vi segnalo questo blog, Prochaines Detours, è in francese ma io l’ho trovato utilissimo per decidere che cosa andare a vedere e come organizzare il viaggio, oltre ad avere delle fotografie meravigliose.

Ci siamo fermati a vedere il faro du Petit Minou e di Pointe Saint-Mathieu, quest’ultimo costruito accanto ai resti dell’abbazia dall’omonimo nome, un contrasto tra nuovo e antico davvero suggestivo.

Lungo la strada abbiamo trovato per caso una creperie molto caratteristca dove abbiamo mangiato una Galette Bretonne (una crepes preparata usando la farina di grano nero, tipica di quelle zone). Il locale si chiama La Cormorandiere ed è situato proprio di fronte al lungomare di Locmaria Plouzané. Io ho preso quella con le capesante e la crema di porro, mentre Silvio la classica con uovo, prosciutto e formaggio, se siete in zona ve lo consiglio caldamente.

Eccoci arrivare all’ultima tappa degna di nota del nostro viaggio: Menez Ham, un luogo dove ho lasciato un pezzetto di cuore.

Praterie che arrivano al mare puntinate da grossi massi di granito dalle forme arrotondate modellati dal vento e dalle intemperie. Una piccola casetta di pietra protetta da un grosso masso. Il silenzio, il rumore dell’oceano e del vento, i colori di un’alba soleggiata che riscalda la terra.

Indubbiamente il modo migliore per concludere questa nostra piccola vacanza on the road.

In realtà il nostro viaggio ci ha spinti ad arrivare fino alla Cote d’Armor, ma complice il sovraffollamento di molte zone e il divieto di accesso dei cani in praticamente tutte le spiagge, abbiamo deciso di non approfondirla troppo e di iniziare il lungo viaggio verso casa.

Sulla strada ci siamo fermati a Barbizon, un piccolo villaggio a sud di Parigi famoso per il suo movimento artistico che l’ha visto protagonista durante il 1800 per poi rientrare in Italia passando per i meravigliosi paesaggi del Monte Bianco.

Per me è stato un viaggio ricco di contrasti: folla e quiete, sole e pioggia, panorami dai grandi respiri e piccole calette nascoste.

Come dicevo qualche settimana fa su Instagram in realtà il viaggio non è qualcosa di oggettivo, non dipende solo dai luoghi che si visitano e dalla loro bellezza o unicità, un viaggio dipende molto da come noi guardiamo a quei luoghi, dallo stato d’animo con cui ci immergiamo e grazie al quale creaiamo i ricordi che porteremo sempre con noi.

Eccoci qui, tutti e tre nel ritratto che meglio ci descrive.

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Sono da sempre una grande amante della cucina. Posso dire di aver imparato a fare una torta prima delle divisioni a due cifre (cosa che per altro adesso ho dimenticato). Non esiste cibo che non mi piaccia, amo sperimentare e col tempo sono riuscita a creare un mio stile, che predilige la semplicità dei sapori e la genuinità degli ingredienti. Mangiatrice instancabile di asparagi a primavera, fiori di zucca d'estate, cachi d'autunno, zucche d'inverno e patatine fritte tutto l'anno. Benvenuti nel mio mondo, benvenuti nella mia Bluebird Kitchen.