Moajanat Sabanekh

02/10/2020
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Moajanat Sabanekh

Post in collaborazione con “La Drogheria 1880”
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Natale 1992, avevo 7 anni e avrei preso il mio primo aereo per andare in un paese lontano insieme alla mia famiglia, la destinazione era la Giordania.

Ricordo ancora perfettamente l’emozione di quel viaggio, il vedere per la prima volta in assoluto un “mondo diverso” da quello a cui ero abituata, il conoscere una nuova cultura, orizzonti, suoni.
Quel viaggio è stato davvero il viaggio delle prime volte, anche per quanto riguarda il familiarizzare con un sapore che non avevo mai provato prima: il piccante.

Non mi dimenticherò mai il momento in cui lo assaggiai per la prima volta: ci trovavamo in macchina ad Amman e stavamo per spostarci verso la meta successiva del nostro viaggio. La nostra guida ci prese dei fagottini di pasta ripieni e delle bibite da poter mangiare in macchina durante il tragitto e io, senza farmelo ripetere due volte, affamata e ansiosa di assaggiare quel cibo dall’aspetto tanto appetitoso, ne afferrai subito uno e gli diedi un morso.

Nel giro di pochi istanti, la mia bocca si incendiò. Diventai tutta rossa e iniziai a chiedere acqua o qualsiasi cosa che potesse arginare l’incendio che si stava consumando tra le mie papille gustative… finalmente, dopo un buon numero di bicchieri d’acqua e bibite zuccherate, riuscii a domare la mia bocca e conclusi esclamando “Che brutta esperienza!!”. Inutile dire che alle mie parole scoppiarono tutti a ridere, io compresa, e quella frase divenne un po’ il simbolo di quella vacanza che ancora oggi ogni tanto ricordiamo (per fortuna quella fu l’unica “brutta esperienza” di tutto il viaggio).

Aspettai un bel po’ di tempo prima di riassaggiare un cibo piccante e per il resto della vacanza rimasi molto più cauta nelle mie scelte alimentari, la prima domanda che facevo era “è piccante?” Se la risposta era no, mi precipitavo ad assaggiare tutte quelle pietanze ai miei occhi così diverse da quelle a cui ero abituata.

A distanza di parecchi anni, ho imparato ad apprezzarlo e quando La Drogheria 1880 mi ha chiesto di preparare un piatto legato alla mia infanzia proprio con il peperoncino extra piccante, non ho avuto dubbi su cosa avrei cucinato.

Ho fatto delle ricerche per riuscire a risalire a che cosa fosse quel fagottino e finalmente sono riuscita a ricostruire di cosa si trattava, era un Moajanat Sabanekh, un piatto molto diffuso nei paesi del Medio Oriente che può essere ripieno di carne o di spinaci. Ne esistono di diverse versioni e non tutti sono piccanti ma quello che ho mangiato io ben 28 anni fa con tutta probabilità era la versione con all’interno la Shatta, una pasta di peperoncino che viene impiegata nella cucina Giordana. Non essendo facile trovare da queste parti questo ingrediente, ho deciso di sostituirlo con il peperoncino extra piccante de La Drogheria 1880. La cosa buona di questo peperoncino, oltre al tappo dotato di macinello che ti aiuta a dosarlo senza esagerare con la quantità di fiocchi, è la sua potenza di sapore che si manifesta al palato in modo graduale, sorprendendoti sempre di più ad ogni boccone.

Ma adesso basta parlare di ricordi e mettiamoci al lavoro… ecco la ricetta del Moajanat Sabanekh di spinaci.

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Moajanat Sabanekh

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Preparazione 1 ora
Cottura 20 minuti
Tempo di riposo 1 ora 30 minuti
Tempo totale 2 ore 50 minuti
Porzioni 30 fagottini

Ingredienti

Ingredineti per la pasta:

  • 300 gr farina 00
  • 70 gr olio extravergine di oliva
  • 4 gr lievito di birra disidratato
  • 10 gr zucchero
  • 4 gr sale fino
  • 80 gr latte (o qualsiasi bevanda vegetale di vostro gradimento)
  • q.b acqua tiepida

Ingredienti per il ripieno:

  • 500 gr spinaci puliti e lavati
  • 170 gr cipolle
  • 1 cucchiaino sumac*
  • 1/2 limone
  • Peperoncino Extra piccante La Drogheria 1880
  • latte o uovo per spennellare l'esterno

Procedimento

  • Prepara l'impasto intiepidendo il latte e sciogliendo al suo interno il lievito disidratato e lo zucchero. Lascia riposare per circa 10 minuti.
  • In una ciotola metti la farina e mischiala con il sale. Aggiungi quindi l'olio extravergine di oliva e inizia a impastare con le mani in modo da ottenere un crumble.
    Aggiungi quindi il latte con il lievito ed inizia ad impastare. Spostati su un piano di lavoro ed inizia ad aggiungere un cucchiaio per volta, dell'acqua tiepida, continuando ad impastare. Aggiungi tanta acqua quanta te ne serve per ottenere un composto omogeneo ed elastico (io ho aggiunto circa 1/3 di bicchiere).
    Metti in una ciotola, copri con qualcosa che non faccia passare l'aria e fai riposare in un luogo tiepido per 1 ora e mezza.
  • Nel frattempo prepara la farcitura.
    Fai appassire gli spinaci mettendoli in una padella con il coperchio. Appena saranno appassiti, toglili dal fuoco, strizzali bene, sminuzzali con un coltello e trasferiscili in una ciotola.
  • Pulisci e lava le cipolle. Tagliale a fettine e falle appassire in una padella con un filo di olio extravergine di oliva e un pizzico di sale a fuoco medio per circa un paio di minuti, girando spesso. Una volta pronti, aggiungili agli spinaci.
  • Condisci il tutto con sale, il sumac* una macinata di peperoncino extra piccante La Drogheria 1880 e il succo di mezzo limone. Mescola ed assaggia per regolare il condimento.
    Metti da parte e fai raffreddare.
  • Accendi il forno a 190°C.
  • Prendi l'impasto, trasferiscilo su un piano leggermente infarinato e dividilo in 3 pezzi da cui ricavare circa 10 palline ciascuno. Rimetti a riposare nella ciotola coperta i pezzetti di impasto e inizia a stendere un pezzettino per volta le palline aiutandoti con il mattarello in modo da creare dei dischi spessi circa 2-3 mm.
    Metti un pochino di impasto al centro usando una forchetta e richiudi i lembi verso il centro in modo da ottenere un triangolo. Chiudi bene aiutandoti con le dita e disponi i fagottini su una teglia con della carta forno.
    Ripeti fino a terminare l'impasto.
  • Spennella i fagottini con del latte o dell'uovo, aggiungi un'altra macinata di peperoncino extra piccante La Drogheria 1880 ed inforna.
    Fai cuocere per circa 20 minuti (dovranno risultare dorati), togli dal forno e lascia intiepidire su una griglia.
    Sono buoni da mangiare sia tiepidi che a temperatura ambiente.

Note

*il Sumac è una spezia ricavata dalla bacca della pianta del Sommacco. Ha un sapore molto fresco ed acidulo e viene molto utilizzata nella cucina Mediorientale.
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Sono da sempre una grande amante della cucina. Posso dire di aver imparato a fare una torta prima delle divisioni a due cifre (cosa che per altro adesso ho dimenticato). Non esiste cibo che non mi piaccia, amo sperimentare e col tempo sono riuscita a creare un mio stile, che predilige la semplicità dei sapori e la genuinità degli ingredienti. Mangiatrice instancabile di asparagi a primavera, fiori di zucca d'estate, cachi d'autunno, zucche d'inverno e patatine fritte tutto l'anno. Benvenuti nel mio mondo, benvenuti nella mia Bluebird Kitchen.