Ma sta "Hygge", cos'è?

02/03/2017
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Ma sta “Hygge” cos’è?

Tutti ne parlano come se fosse l’innovazione del secolo… ma che cos’è davvero la Hygge?
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E’ ormai ufficialmente “Hygge mania“, tutti ne parlano: c’è chi la critica, chi la vede come la “scoperta del secolo”, altri che ne sono incuriositi e ne vogliono sapere di più. Insomma, non si fa altro che parlare di Hygge nelle ultime settimane, ma parliamoci chiaro, sta “Hygge” cos’è?

Il libro che ha fatto scatenare questa ossessione l’ha scritto Meik Wiking, Direttore dell’Happiness Research Institute di Copenaghen. Già solo per il nome dell’autore e per la sua nomina a me sa tanto di supercazzola, ma abbandoniamo ogni pregiudizio e andiamo avanti. Il nome del libro in questione, edito in Italia da Mondadori, recita “Hygge, la via danese alla felicità“. Indubbiamente l’autore in questo momento sarà indiscubilimente molto felice per via degli incassi delle vendite, ma, di cosa si tratta davvero? Qual’è la via alla felicità?

Innanzitutto non aspettatevi un libro filosofico o motivazionale su come essere felici, questa è una vera e propria guida, oserei definire anche a tratti scientifica, dello studio della hygge, parola di origine danese, che va ad identificare tutta una serie di situazioni e stati d’animo che fanno stare bene i danesi. Nel libro si parla di illuminazione (con tanto di nomi e modelli di famose lampade di designer danesi), di cibi più o meno hyggelig (sì, esiste anche un dizionario piuttosto preciso di aggettivi, luoghi e stati d’animo legati alla hygge), di modi di vestirsi, di arredare la casa, di quali materiali prediligere, eccetera. Insomma, in questo libro troverete tutte quelle cose e situazioni che fanno stare bene i danesi e dove loro si sentono più a loro agio, tranquilli, senza pensieri e, giusto appunto, felici.

Ma noi, che non siamo danesi, che ce ne facciamo di questa hygge? Loro amano trovarsi in piccoli gruppi di amici, spesso molto chiusi perchè li fa sentire più sicuri e a loro agio, noi invece siamo più aperti e accoglienti. Loro definiscono molto hyggelig passare un sabato sera in casa a giocare davanti ad un camino con un gioco in scatola mentre fuori impazza una tormenta di neve, ma da noi le tormente di neve non sono poi così frequenti e forse preferiamo uscire e andare a mangiare qualcosa tutti insieme, bevendo un bicchiere di buon vino, invece che una tazza di caffè e una fetta di torta… e allora? Noi forse non possiamo essere felici?

hygge

Insomma, se vi state chiedendo se comprare o meno questo libro, io vi dico che potete tranquillamente evitare perchè, a meno che non dobbiate ospitare un gruppo di danesi e vogliate farli sentire a casa, non ne avete bisogno, è sufficiente che leggiate tutti i contributi in merito che si trovano in rete. Quello che però mi ha lasciato e che spero rimanga di questa “mania” è la riflessione sul fatto che in danese esista una parola semplice e corta come può essere “Hygge” (e questo facilita molto anche noi perché siamo così in grado di pronunciarla altrimenti dubito avrebbe avuto tutto questo successo) per definire una serie complessa di sensazioni, attimi, luoghi, in cui ci si sente felici, o forse è più il caso di dire, rilassati e spensierati. Questo, secondo me, la dice lunga sull’importanza che viene data alla felicità in Danimarca.

E quindi sì, anche io ho deciso di adottare questa parola ma dandogli un mio personale signifcato. Per me non è Hyggelig bere una tazza di caffè alle otto di sera mentre gioco a carte e mi abbuffo di torta, per me è hyggelig tornare a casa, incontrare bacchetta che mi scodinzola e mi fa le feste e Monsieur che si rotola sul pavimento. E’ hyggelig cucinare per venti persone e vederle felici attorno ad una tavola imbandita che chiacchierano tra di loro, ridono e scherzano bevendo del buon vino e assaporando quello che ho cucinato. Hyggelig per me è passeggiare in un prato pieno di fiori in primavera, con il sole tiepido che mi bacia la pelle e il profumo di fiori nell’aria, è cenare la sera con mio marito raccontandoci quello che ci è successo durante il giorno.

Insomma, in poche parole, per me la hygge credo sia semplicemente l’avere tempo. Tempo per fermarsi e svuotare la mente, tempo di rendersi conto di quello che ci circonda, dell’affetto che riceviamo e di ciò che abbiamo piuttosto che correre come delle trottole o focalizzarsi su ciò che NON abbiamo.

Questa per me è la hygge, è quello che mi rende davvero felice, e per voi, cos’è la hygge? Cosa vi rende davvero felici?

Ecco un tipico esempio di una mia seratina Hyggelig 🙂

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Sono da sempre una grande amante della cucina. Posso dire di aver imparato a fare una torta prima delle divisioni a due cifre (cosa che per altro adesso ho dimenticato). Non esiste cibo che non mi piaccia, amo sperimentare e col tempo sono riuscita a creare un mio stile, che predilige la semplicità dei sapori e la genuinità degli ingredienti. Mangiatrice instancabile di asparagi a primavera, fiori di zucca d'estate, cachi d'autunno, zucche d'inverno e patatine fritte tutto l'anno. Benvenuti nel mio mondo, benvenuti nella mia Bluebird Kitchen.