#FoodRevolutionDay

Il post di oggi è un po’ diverso rispetto a quelli del solito. Innanzitutto perché non è una ricetta, in secondo luogo perché vi voglio parlare di una campagna che mi sta molto a cuore e che ho deciso di abbracciare diventando proprio un’ambasciatrice della Food Revolution. Se siete curiosi di sapere di che cosa si tratta, continuate a leggere.




Questo racconto inizia con una storia d’amore tra una piccola e giovane adolescente (io) e un giovane e affascinante chef (il suo nome lo scoprirete più avanti). Fin da piccina sono stata affascinata dal mondo della cucina, sia sporcandomi le mani in prima persona mettendomi a giocare con gli ingredienti chiusa in cucina, sia nel guardare le persone cucinare. Ero una giovane ragazzina di 14 anni quando scoprii che sull’allora Tele + esisteva un canale dove trasmettevano programmi di cucina 24 ore su 24 (in realtà all’epoca la programmazione durava solo 4 ore e riproponevano gli stessi programmi a ruota) questo canale era Il Gambero Rosso Channel.


Divenne subito uno dei mie canali preferiti, non c’erano molti programmi autoprodotti, per cui erano quasi tutti chef stranieri che proponevano le proprie ricette sottotitolate in italiano. Io passavo le ore a guardarli e tra di loro ce n’erano alcuni che avevano una personalità particolare, un’energia contagiosa più di altri e che ti facevano venire subito voglia di metterti immediatamente dietro ai fornelli. Uno di queste era Jamie Oliver.
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Sarà stato perché ero una ragazzina in piena tempesta ormonale e quindi mi ero presa un po’ una cotta per questo giovane ragazzo inglese (all’epoca avrà avuto circa 20 anni), con i capelli biondi alla Oasis, che viveva in questo appartamento a Londra, girava in Vespa e scendeva le scale a chiocciola scivolando sul corrimano, ma amavo il suo modo coinvolgente di cucinare, divertendosi, ben lontano dall’istituzionalità che all’epoca avevano i programmi di cucina. Non era solo una sequenza di procedure, tecniche e ingredienti, era il divertirsi cucinando e trasmettere gioia, amore e felicità, rendendo tutto semplice.
Col senno di poi è quel che è, ma all’epoca aveva il suo perché

Gli anni passavano, io finivo il liceo, e lui apriva ristoranti, io iniziavo l’università, e lui faceva figli, io iniziavo a lavorare e lui, oltre a continuare a registrare programmi di cucina, girare il mondo e fare figli, iniziava anche la sua campagna (o forse è meglio definirla lotta) per insegnare alle persone, e in primo luogo ai bambini, che cosa voglia dire mangiare sano, alimentarsi in modo adeguato, capire da dove provengono gli alimenti per imparare a rispettarli e conoscere che cosa introduciamo nel nostro corpo.
La sua capacità di comunicare, l’energia che trasmette nel combattere in ciò che crede, hanno contagiato molte persone, me compresa, e hanno dato via al movimento della “Food Revolution”.


L’incipit è stato un po’ lungo, lo ammetto, ma era necessario per raccontarvi questa storia. Io non mi sono mai riuscita ad identificare in una corrente politica, un movimento globale, una religione in particolare, perché non ho mai trovato qualcosa o qualcuno che mi rappresentasse e che la pensasse esattamente al mio stesso modo, ma questa volta è diverso, per una volta mi sento parte di qualcosa, sento che il messaggio che viene trasmesso è importantissimo e rappresenta perfettamente ciò che penso e che cerco di trasmettere quotidianamente. Questo è il motivo per cui ho deciso di scrivere questo post, perché voglio che anche voi che lo state leggendo vi fermiate un attimo a riflettere e nel vostro piccolo cerchiate di cambiare le cose.

Ecco il mio nome tra l’elenco degli ambasciatori della Food Revolution

Ciò che mangiamo è la cosa più importante che c’è. Senza una corretta alimentazione, noi non siamo nulla: non abbiamo energia per pensare, per creare, per essere felici, per vivere. Per quanto le nostre anime siano belle, se non gli diamo l’energia per permettergli di esprimersi,  non sono nulla. E’ come avere una Ferrari, bellissima, lucente, una perfezione meccanica, ma se non gli mettiamo la benzina e l’olio giusto, o non funzionerà o si romperà. E così è il nostro organismo. Tanto più lo nutriamo con cibi veri, che fanno bene, che gli danno la giusta energia, tanto più saremo in grado di fare cose incredibili, perché avremo la giusta energia per poterlo fare.

Purtroppo però, questo concetto che a me sembra abbastanza basilare, non lo è per tutti, o lo è in modo sbagliato. Infatti non è sufficiente mangiare e basta, ma bisogna mangiare bene, nel modo giusto e nelle giuste quantità. Le statistiche parlano chiaro e a me fanno davvero paura: le malattie relative alla malnutrizione sono le principali cause di morte nel mondo (molto più delle guerre) e queste malattie, spesso e volentieri, non sono relative ad un assenza di cibo come carestie o problemi legati all’impossibilità di reperirlo, ma sono causate dall’ eccesso o da un errato consumo.
E’ come se fosse in atto un suicidio di massa inconsapevole, la cosa che per noi è vita, senza la quale non possiamo esistere, ci sta uccidendo.



E’ per questo motivo che nel mio piccolo voglio fare la mia parte, in primis tramite questo blog: se avete notato cerco di proporvi sempre ricette genuine, fatte di ingredienti veri, il meno lavorati industrialmente possibili.
Sono facili, veloci da realizzare e con tante verdure di stagione, che non solo fanno bene a noi, ma anche all’ambiente che ci circonda.

Quando vado a fare la spesa, cerco di stare attenta a che cosa compro, leggo le etichette, prediligo prodotti integrali o poco lavorati (ne avevo già parlato in questo mio post precedente) questo perché voglio stare in salute e avere le giuste energie per poter condurre la mia vita al meglio.

Il cibo è vita e per tanto va trattato con il giusto rispetto e ne va insegnata l’importanza, soprattutto ai bambini, che sono il futuro e hanno il grande vantaggio di essere delle tele bianche , volenterose di imparare e di scoprire il mondo. Bisogna insegnare ai bambini il rispetto del proprio corpo e di conseguenza di ciò che mangiano. Abbiamo la fortuna di vivere in un paese che ha una varietà di prodotti alimentari straordinaria e di una qualità altissima, con una tradizione culinaria meravigliosa: non distruggiamola importando le brutte abitudini di altre nazioni che sono drammaticamente colpite da queste problematiche. Facciamo in modo che i nostri bambini capiscano l’importanza di una corretta alimentazione, abituiamoli a mangiare bene fin da piccoli perché un bambino non deve avere il diabete, non deve aver bisogno di fare diete, deve poter correre, giocare e scoprire il mondo.
Ci sono paesi dove i bambini a causa di una cattiva alimentazione hanno un’aspettativa di vita inferiore rispetto ai loro genitori: questo non è normale, non va bene e bisogna cambiare le cose.


Il 15 Maggio 2015 ci sarà il #FoodRevolutionDay, una giornata dedicata a ricordare quanto sia importante mangiare del cibo vero per combattere una situazione che sta scappando di mano. Se anche tu credi che sia fondamentale insegnare alle persone l’importanza di mangiare del buon cibo per poter vivere bene e combattere tante malattie, firma la petizione per chiedere ai potenti del G20 di dare più rilievo all’educazione alimentare nelle scuole e insegnare agli adulti del futuro quanto sia fondamentale prendersi cura del proprio corpo partendo dal cibo.

A scuola ci insegnano la storia per capire da dove veniamo, la geografia per capire dove siamo, la scienza per imparare ad apprezzare la magnificenza della natura attorno a noi, ma non ci insegnano una cosa essenziale: come prenderci cura del nostro corpo. E’ come se ci venisse regalata una macchina perfetta, meravigliosamente complicata nella sua semplicità, ma senza il libretto di istruzioni, come facciamo ad usarla nel modo migliore e prendercene cura? Ecco perché penso che questa campagna sia importante e valga la pena firmarla, siamo già in più di 600 mila ad averlo fatto, insieme possiamo fare qualcosa per cambiare le cose in meglio.



Mi sono un po’ dilungata ma ci tenevo davvero tanto a parlare di questo argomento perché penso che sia vitale e basti davvero poco per poter cambiare le cose e avere un futuro migliore.
Se ne volete sapere di più andate sul sito ufficiale del Food Revolution Day o seguite le pagina social ufficiali: Facebook , Instagram , Twitter , YouTube e Pinterest . E miraccomando, se firmate la petizione  non dimenticate di condividerla 🙂 
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Sono da sempre una grande amante della cucina. Posso dire di aver imparato a fare una torta prima delle divisioni a due cifre (cosa che per altro adesso ho dimenticato). Non esiste cibo che non mi piaccia, amo sperimentare e col tempo sono riuscita a creare un mio stile, che predilige la semplicità dei sapori e la genuinità degli ingredienti. Mangiatrice instancabile di asparagi a primavera, fiori di zucca d'estate, cachi d'autunno, zucche d'inverno e patatine fritte tutto l'anno. Benvenuti nel mio mondo, benvenuti nella mia Bluebird Kitchen.