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Ciao, mi chiamo Francesca e ho un problema.” si dice che il primo passo per risolvere una dipendenza, sia il capire di averla. Ecco, io sono decisamente dipendente da internet.
Se penso alle mie giornate, buona parte del tempo lo passo a controllare email, Facebook, Instagram, WhatsApp… insomma, sono la classica smanettona che controlla spesso il cellulare per essere aggiornata su tutto.
Mi sono però resa conto che, pur non volendolo, sono vittima dell’alienazione da Social Network: a furia di essere sempre connessa tramite internet, rischio di isolarmi nella vita vera. Da qui l’idea del mio #BlackoutWeekend: per 48 ore niente internet sul cellulare e computer spento.

Senza titolo-1 copia

L’idea si è rivelata geniale! Ho passato questo weekend tra coccole del marito, scoperte cittadine e film. All’inizio la sensazione è stata decisamente strana ma l’uscire di casa senza cellulare è stato liberatorio e ve lo consiglio. Mi sono resa conto che sono diventata schiava della tecnologia e il blackout di questi ultimi giorni è stata la cura.

Ne ho approfittato per passare del tempo di qualità con mio marito e di guardare qualche film che continuavo a rimandare. Devo ammettere che ho fatto un piccolo strappo alla regola, infatti ho deciso di provare Netflix (diciamo che ho usato internet per una buona causa 🙂 ) e ho guardato un documentario che mi ha fatto riflettere e che vi consiglio di vedere “The True Cost” , non entro troppo nel merito dell’argomento, ma fidatevi, è qualcosa che DOVETE vedere.

The true cost

Ma oltre a vedere film, il non avere la testa sempre sul telefono, mi ha fatto osservare davvero, con attenzione, che cosa mi circonda e mi sono accorta che proprio accanto a casa mia era stata realizzata una delle ultime opere del progetto “Urban Canvas”. Mi ha incuriosita, ho chiesto a mio marito di andare sul sito del progetto (io non potevo usare internet, per cui ho affidato quel compito a lui) e ho passato la domenica pomeriggio in giro per la città a caccia delle altre opere.

Nevercrew per Urban Canvas
Nevercrew per Urban Canvas
Hall of Fame di Urban Canvas
Hall of Fame di Urban Canvas
ReFreshInk e 108 per Urban Canvas
ReFreshInk e 108 per Urban Canvas
ReFreshInk per Urban Canvas
ReFreshInk per Urban Canvas
108 per Urban Canvas
108 per Urban Canvas
Eleuro e Giulio Vesprini per Urban canvas
El Euro e Giulio Vesprini per Urban Canvas
Giulio Vesprini per Urban Canvas
Giulio Vesprini per Urban Canvas

Insomma, mi sono accorta che, per quanto io ami internet e i social network, come ogni cosa, ogni tanto c’è bisogno di una pausa, uno stacco per poter rigenerarsi e ricordarsi di quello che si ha attorno, della “vita vera”. Non c’è bisogno di vivere solo tramite uno schermo, bisogna vivere davvero, essere realmente presenti in quell’attimo e poi, se mai, raccontarlo in un secondo momento per poterlo condividere sfruttando i nuovi media.

Sea Creative
Sea Creative

Credo che il #BlackoutWeekend lo farò piu’ spesso, è come prendersi una piccola vacanza dalla quotidianità senza dover andare troppo lontano, semplicemente vivendo a pieno il momento essendo protagonista del presente. Prendersi il lusso di avere dei momenti di “vuoto”: sedersi su una panchina e guardarsi attorno, camminare per strada e osservare le persone che ci camminano accanto e vivere il tempo con le persone che si amano al 100%, essendo davvero presenti, lì e ora.

Che ne pensate dell’idea dei #BlackoutWeekend? Voi fate già qualcosa del genere? Fatemi sapere che ne pensate e se avete provato a farlo anche voi.