Avere un blog è meglio di una seduta dallo psicanalista

Ormai lo sapete, in questo blog non parlo solo di ricette e di cibo, anche se quella è la parte che amo di più ed il motivo principale per cui ho iniziato, ogni tanto mi piace anche scrivere qualcosa che parla un po’ più di me, più per una mia urgenza personale che per un motivo vero e proprio.

scrivania

Avere un blog sto scoprendo essere qualcosa di terapeutico, è qualcosa a metà tra avere una sorta di diario, che giornalmente raccoglie gli umori del giorno – nel mio caso tramite ricette e qualche riflessione qua e là – e andare dallo psicologo. Il blog si scrive come un diario, ma non è “muto”, è vivo, una volta scritto il post il lavoro non è finito, c’è la parte dei commenti, dei “like”, delle foto delle ricette delle persone che le hanno riproposte, che rende il tutto interattivo e fa sì che, a seconda di quello che si ha raccolto, ci si soffermi a riflettere su ciò che si ha fatto e su come potersi migliorare.

al lavoro

C’è da dire però che io non ho mai avuto un diario. Ne ho iniziati tanti, ma non ne ho mai portato avanti uno “seriamente”. Avevo amiche che scrivevano pagine e pagine di pensieri, sfoghi, disegni e tutto quel mondo che a 15 anni sembra così speciale, particolare e soprattutto incompreso. Io non ho mai avuto la costanza di mettermi tutte le sere a scrivere le impressioni della giornata. Un po’ per pigrizia (sono sempre stata una pigra incurabile), e un po’ perché non sono mai stata molto disciplinata nel portare a termine una cosa: non finisco quasi mai di leggere un libro, ho iniziato a praticare corsi per qualunque sport: nuoto, tennis, atletica, sci … ma non ne ho mai finito uno, infatti so nuotare solo a rana, so palleggiare ma non sono capace di fare il servizio, non sono mai stata un’ “atleta” e scio solo a spazzaneve; ho iniziato tre università diverse, ma non sono laureata… Io sono una che si stufa subito delle cose e non ha la severità mentale nell’imporsi di portare a termine qualcosa semplicemente perché la si ha iniziata.

il mio piccolo aiutante

Mi sto però accorgendo che questa storia del blog mi sta creando dipendenza. Mi piace tornare a casa, mettermi al lavoro per preparare una nuova ricetta e poi sedermi nel mio angolo di casa a mettere insieme i pezzi per scrivere un nuovo post. Aiuta a mettere ordine alla mia giornata e a dargli uno scopo: creo qualcosa di tutto mio, contando solo sulle mie forze, le mie capacità, la mia fantasia. Questo mi fa sentire bene. Come mi fa sentire bene vedere che giorno dopo giorno, piano piano, ho sempre più visualizzazioni e iniziano ad arrivarmi di tanto in tanto dei messaggi da persone a me sconosciute che dicendomi poche semplici parole come “mi piace il tuo blog” o  “complimenti!” mi da una carica e una energia che mi fa venire volgia di non smettere mai – oltre ad appagare decisamente il mio ego :-).

la mia postazione

Il mio piccolo momento della sera, nel mio piccolo mondo: un tavolo, un computer, il mio blog, le mie ricette e le foto a cui sono più affezionata davanti a me, è un qualcosa a cui non riesco più a fare a meno.
In questa briciola di mondo si incontrano il mio passato tramite i ricordi appesi alla parete, il mio presente mentre scrivo sulla tastiera del computer e il mio futuro tramite il desiderio di poter realizzare un giorno, spero non troppo lontano, i miei sogni.

me da piccola
Me da piccola mi guarda con i suoi 2 denti in bocca e mi ricorda che non posso deludere la felicità di quella piccola bimba

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Sono da sempre una grande amante della cucina. Posso dire di aver imparato a fare una torta prima delle divisioni a due cifre (cosa che per altro adesso ho dimenticato). Non esiste cibo che non mi piaccia, amo sperimentare e col tempo sono riuscita a creare un mio stile, che predilige la semplicità dei sapori e la genuinità degli ingredienti. Mangiatrice instancabile di asparagi a primavera, fiori di zucca d'estate, cachi d'autunno, zucche d'inverno e patatine fritte tutto l'anno. Benvenuti nel mio mondo, benvenuti nella mia Bluebird Kitchen.