Il menu' delle donne

06/03/2018
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Il menu’ delle donne

Un menu’ isipirato da quattro grandi  donne della storia e della contemporaneità
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Questa è la prima volta che penso di realizzare un menu’ in occasione della “Festa della Donna” anche perchè non sono solita festeggiare questa ricorrenza. Quest’anno però è diverso, complice il fatto di aver collaborato con un locale della mia zona (Le Pine di Bodio Lomnago) proprio per organizzare una serata per festeggiare la femminilità e l’essere donna nel suo modo piu’ ispirazionale grazie al riferimento a delle icone femministe che hanno fatto la storia e la fanno quotidianamente (se volete ci sono ancora pochi posti disponibili, qui trovate tutte le info per la serata), ho pensato a quattro portate, ognuna ispirata da una donna che in qualche modo ha lasciato un’impronta nella storia.

Controverse, anticonformiste, geniali, prime nel loro campo e tutte accomunate da una grande forza, dal desiderio di affermarsi essendo loro stesse e nonostante spesso non venissero capite/supportate, ecco le mie quattro icone e i piatti a cui ho pensato di associarle.

Yoko Ono

Odiata e amata, indiscutibilmente controversa. Di famiglia altolocata giapponese, originaria di Tokyo, nata e cresciuta nella severità di un’educazione tradizionale e rigida si trasferisce negli Stati Uniti con la famiglia dopo la seconda guerra mondiale e inizia sin da subito a ribellarsi alle imposizioni culturali per intraprendere la sua carriera di sperimentatrice nell’ambito artistico e musicale.

Viene definita da molti un “grande bluff artistico“, da altri un genio e un’innovatrice. C’è chi la considera la causa dello scioglimento dei Beatles per via della sua relazione con John Lennon, chi la sua musa. Attivista per i diritti delle donne, forte sostenitrice dei movimenti pacifisti a cavallo tra gli anni sessanta e settanta, numerosi matrimoni alle spalle, aborti, dipendenze da sostanze stupefacenti e personaggio trasversale degli ultimi decenni.

Una donna che in qualche modo ha lasciato e lascia tuttora il segno inseguendo una libertà di espressione che è diventato il suo segno distintivo.

Yoko Ono: tofu fritto con salsa di soia piccante

tofu fritto
tofu fritto

Tofu fritto con sesamo e salsa di soia piccante

400 gr di tofu   –   130 gr di farina di ceci   –   200 ml di acqua   –   pan grattato   –   farina 00   –   sesamo nero   –   salsa di soia   –   1 peperoncino fresco   –   erba cipollina   –   1 cucchiaino di miele   –   sale   –   olio di semi di arachide

Procedimento

Mettete a scaldare una padella con abbondante olio.

Preparate la pastella con la farina di ceci mettendo in una ciotola la farina setacciata e aggiungendo poco per volta l’acqua mescolando con una frusta in modo da ottenere un composto omogeneo e senza grumi. Tagliate il tofu a cubetti di circa 2 cm per lato e passateli nella farina. A seguire immergeteli nella pastella di farina di ceci e poi impanateli in un mix di pan grattato e semi di sesamo.

Friggete in olio ben caldo per circa 1 minuto per lato in modo che si dorino. Scolate il tofu e salate leggermente. Accompagante con la salsa di soia condita con il peperoncino tagliato a fettine, l’erba cipollina e il miele.

Frida Kahlo

Avevo 17 anni e vidi per la prima volta il film di Julie Taymor “Frida”, mi innamorai subito di questo personaggio tanto forte quanto fragile, affascinante, ammaliante e imperfettamente perfetto: Frida Kahlo.

Non mi sto a dilungare molto sulla sua storia perchè penso che ormai la conoscano tutti visto come negli ultimi anni si è diffusa la “Frida Mania“. Una donna che ha sofferto per la maggior parte della sua vita a causa di un incidente che aveva avuto da ragazzina ma che nonostante ciò è riuscita ad affermarsi come pittrice grazie ad uno stile unico e sincero, come donna e attivista politica.

E’ un personaggio che mi ha sempre affascinata e non potevo non dedicare un piatto anche a lei che riprendesse i sapori del suo Messico: Sopa de mais con fagioli piccanti e chips di tortillas alla parika.

zuppa di mais

Sopa de mais con fagioli piccanti e chips di tacos alla paprika

1 cipolla   –   600 gr di mais bollito (quelo in scatola va benissimo)   –   5 patate   –   circa 1,2 l di brodo vegetale   –   400 gr di fagioli neri o rossi bolliti   –   1 cucchiaino di cumino in polvere   –   1 cucchiaino di coriandolo in polvere   –   1 cucchiaino di paprika dolce   –   peperoncino in polvere (da dosare in base alla piccantezza desiderata)   –   4 tortillas di grano   –   sale   –   olio extravergine di oliva   –    paprika dolce per le chips   –   prezzemolo

Per la zuppa

Soffriggete la cipolla tagliata a fette per un paio di minuti in una pentola con un filo di olio, aggiungete quindi il mais sgocciolato e le patate pelate, lavate e tagliate a pezzetti. Salate leggermente, fate insaporire per un paio di minuti e aggiungete il brodo caldo (tanto quanto per arrivare al bordo delle verdure). Fate cuocere a fuoco medio per circa 20 minuti (fintanto che le patate non si saranno cotte). Togliete dal fuoco e frullate in modo da ottenere una consistenza cremosa e omogenea. Aggiungete del brodo caldo nel caso la consistenza sia troppo densa. Assaggiate e regolate di sale.

Per i fagioli

Accendete il forno a 180°C. In una ciotola mettere i fagioli scolati e leggermente asciugati con un panno. Condite con le spezie e un pizzico di sale. Disponeteli su una teglia ricoperta di carta forno in modo che non si sovrappongano. Aggiungete un filo d’olio e mettete in forno per 5 minuti. Alcuni si apriranno ma non vi preoccupate perchè è normale.

Per le chips

Tagliate a listarelle le tortillas, mettetele su una teglia da forno e conditele con sale, paprika e un filo d’olio. Passatele in forno a 180°C fintanto che non saranno dorate e croccanti.

Assemblate il piatto mettendo in una ciotola la zuppa, al centro aggiungete i fagioli piccanti,  condite con un filo di olio e del prezzemolo tritato. A lato mettere due chips di tortillas come accompagnamento.

Samantha Cristoforetti

Una giovane donna che ha fatto la storia: prima donna italiana ad andare nello spazio e record europeo di permanenza (199 giorni). Una donna intelligente e che ha sempre dato il massimo per raggiungere i suoi obiettivi grazie a studio, impegno e sacrifici.

A lei ho dedicato un piatto che per colori e sapori ricorda l’Italia: involtini di pollo con mozzarella, pomodori secchi e capperi con spinaci saltati.

involtini di pollo
involtini di pollo

Involtini di pollo con spinaci saltati

16 fettine di petto di pollo tagliato sottile   –   16 pomodori secchi   –   24 capperi sottosale   –   2 mozzarelle   –   16 rameti di rosmarino   –   1 Kg di psinaci puliti   –   olio extravergine di oliva   –   sale   –   un bicchiere di vino bianco

Procedimento

Con un coltello sminuzzate i pomodori secchi e i capperi creando un trito mischiando questi due ingredienti e tagliate la mozzarella a listarelle.

Adagiate sul petto di pollo parte del trito, qualche pezzetto di mozzarella e arrotolate il pollo fermandolo infilzando il rametto di rosmarino e usandolo quindi al posto dello stuzzicadenti.

Mettete in una padella un filo d’olio e adagiateci gli involtini. Rosolate a fuoco vivo per due minuti per lato, abbassate il fuoco e fate cuocere, girando di tanto in tanto per altri 6/7 minuti. Salate leggermente, sfumate con il vino bianco, fate evaporare l’alcol e servite. Gli involtini devono essere belli dorati e cotti anche all’interno.

In una padella capiente mettete un filo di olio extravergine di oliva e gli spinaci, coprite con un coperchio e fate andare per un paio di minuti a fuoco medio fintanto che gli spinaci non saranno leggermente appassiti. Togliete il coperchio, salate e fate andare a fuoco vivo per un altro paio di minuti girando ogni tanto.

Servite adagiando gli involtini sopra al letto di spinaci.

Coco Chanel

Colei che ha rivoluzionato la moda femminile all’inizio del XX secolo, eliminando corsetti, cappelli ampi e scomodi e creando abiti femminili comodi ed ispirati alla vita di tutti i giorni e alla moda maschile, adatti ad una donna ormai dinamica, che lavora e che non si deve sentire “prigioniera” dei propri abiti. Sdoganò il jersey nell’abbigliamento di tutti i giorni, i capelli corti, il bianco e nero e “la petite robe noire” ovvero il capo che non dovrebbe mai mancare nel guardaroba di una donna: il tubino nero.

Icona indiscussa di stile, donna forte e trasversale ai cambiamenti che hanno attraversato il secolo scorso, a lei ho dedicato il dolce, bianco e nero con un tocco di rosso: mousse al cioccolato bianco con cacao amaro.

mousse al cioccolato

Mousse al cioccolato bianco con cacao amaro e lampone

300 ml di panna    –    150 ml di mascarpone   –   400 gr di cioccolato bianco   –   cacao amaro in polvere   –   8 lamponi

Procedimento

Mettete a sciogliere a bagno maria il cioccolato bianco. Mescolatelo spesso e tenetelo d’occhio perché è più’ facile che si creino dei grumi rispetto al cioccolato normale.

Mettete il mascarpone in una ciotola e la panna in un’altra. Mescolate il mascarpone in modo da ottenere un composto cremoso e montate la panna fintanto che non avrà raggiunto la stessa consistenza del mascarpone (sarà quindi semi montata).

Aggiungete il mascarpone alla panna e mescolate piano piano dal basso verso l’alto. Togliete il cioccolato bianco ormai fuso dal fuoco e mettetelo in una ciotola a cui aggiungerete piano piano, mescolando sempre tra un’aggiunta e l’altra, il composto di panna e mascarpone. Inizialmente il cioccolato avrà una consistenza un po’ strana, ma man mano che aggiungerete la panna e amalgamerete gli ingredienti, diventerà un composto sempre più’ omogeneo.

Distribuite la crema in 8 ciotoline e fate raffreddare in firgorifero per almeno 2 ore.

Prima di servire coprire con una spolverata di cacao amaro e aggiungete un lampone lateralmente.

Ricordatevi di scattate una foto e pubblicatela su Instagram se provate a fare una di queste ricette… non vi dimenticate di taggarmi @thebluebirdkitchen e di aggiungere l’hashtag #thebluebirdkitchen.

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Sono da sempre una grande amante della cucina. Posso dire di aver imparato a fare una torta prima delle divisioni a due cifre (cosa che per altro adesso ho dimenticato). Non esiste cibo che non mi piaccia, amo sperimentare e col tempo sono riuscita a creare un mio stile, che predilige la semplicità dei sapori e la genuinità degli ingredienti. Mangiatrice instancabile di asparagi a primavera, fiori di zucca d'estate, cachi d'autunno, zucche d'inverno e veggie burger tutto l'anno. Benvenuti nel mio mondo, benvenuti nella mia Bluebird Kitchen.