Flagship store Faema: il tempio del caffè

24/10/2018
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Flagship store Faema: il tempio del caffè

Post in collaborazione con Faema
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Qual è quella cosa che, ovunque vi troviate nel mondo, in qualunque circostanza voi siate, ricercate perchè non potete farne a meno? Io non ho dubbi, per me è il caffè. Che mi trovi in Giappone, in Australia, in mezzo al nulla in una mini roulotte in Islanda, io non riesco a rinunciare al caffè. Per me iniziare la giornata con una bella tazza fumante di questo liquido scuro e aromatico è un rituale irrinunciabile.

Premesso ciò, capite bene come sia stata piu’ che contenta di accettare l’invito di Faema, azienda italiana leader nel settore delle macchine per espresso professionali, a partecipare all’inaugurazione del loro Flagship store a Milano in Via Forcella 7.

Si tratta di uno spazio unico nel suo genere; situata in un contesto industriale, questa location non solo ospiterà le macchine per il caffè espresso Faema, ma sarà anche un punto di riferimento per la cultura del caffè a 360 gradi fornendo occasioni di formazione, degustazione ed eventi per appassionati e addetti ai lavori.

Ieri ho avuto la fortuna di avere un piccolo assaggio di ciò che accadrà in questo spazio che sarà aperto al pubblico in occasioni create ad hoc. Curiosi di scoprire che cosa ho imparato sul caffè?

FLAGSHIP STORE FAEMA

Tostatura

Partiamo dall’origine, o meglio, da uno step subito dopo l’origine: la tostatura. Una cosa che ho imparato è che per avere un buon caffè, ogni fase è importante e a seconda delle scelte che vengono fatte andremo ad esaltare aromi e profumi diversi.

Gianluca Lavacca, Coffee Trainer, mi ha spiegato come durante la tostatura dei chicchi verdi del caffè si cerchi proprio di esaltare al massimo le caratteristiche aromatiche racchiuse al loro interno. Grazie ad un mix di aria calda e contatto con superfici calde, ad una temperatura che varia dai 190 ai 210 °C, i chicchi pian piano si asciugano, e, giustappunto, si tostano cambiando colore e assumendo la tipica colorazione marroncina del chicco di caffè come lo conosciamo noi.

Qui sfatiamo subito il primo mito, infatti non è vero che un caffè, per essere buono deve avere chicchi molto scuri ed essere “amaro”. In realtà, mi è stato spiegato da Gianluca che la tendenza delle grandi industrie del caffè è quella di fare una tostatura abbastanza “spinta” ottenendo quindi un chicco molto scuro, in questo modo, la complessità del bouquet aromatico del caffè viene appiattita ottenendo un sapore molto intenso e, a volte, tendende all’amaro. Questo viene fatto per cercare di standardizzare il risultato finale ed eliminare eventuali problemi qualitativi che si possono aver avuto durante la maturazione e il raccolto.

La fase della tostatura ha delle connotazioni molto artigianali, infatti le variabili possono essere molteplici, non c’è un’unica ricetta valida sempre e sta all’esperienza del Roaster sapere che temperature usare e per quanto tempo tostare i chicchi in modo da esaltarne al massimo le caratteristiche e riuscire a dare al barista il prodotto perfetto per passare poi all’estrazione vera e propria.

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Estrazione

Eccoci al momento clou, l’estrazione del caffè, ovvero la parte che piu’ ci interessa e che darà letteralmente “vita” al caffè che andremo a bere. Iniziamo a dire subito che non esiste soltanto l’espresso (sì lo so, io vi conosco e so che per alcuni di voi esiste solo quello, ma credetemi, esiste un mondo meraviglioso oltre a quello). Le tecniche per estrarre il caffè sono molteplici e ognuna volta ad esaltare un aspetto piuttosto che un’altro, considerando che il caffè ha il doppio delle varietà aromatiche del vino, capite bene che la questione si fa interessante.

Grazie all’esperto Davide Roveto, mi sono fatta spiegare i segreti del caffè perfetto e ho scoperto alcuni metodi di estrazione alternativa, dando finalmente un nome anche al mio preferito… ma ogni cosa a suo tempo.

Innanzitutto si parte dal pesare il caffè, questo perchè in questo modo siamo sicuri di avere sempre lo stesso risultato (un po’ come in una vera e propria ricetta), è quello che accade anche nei bar con i macinacaffè che ne erogano sempre la stessa quantità. A questo punto i chicchi del caffè vengono macinati, è sempre meglio macinarli poco prima dell’estrazione in modo da mantenere integre le proprietà e poter sfruttare appieno le loro caratteristiche aromatiche. Ed ecco che sfatiamo un altro mito, infatti, un caffè, piu’ e fresco e piu’ avrà delle note acide quando sarà macinato, questa nota non è quindi un difetto ma anzi, un segno di freschezza.

Una volta ottenuta la giusta miscela passiamo all’estrazione, qui le componenti principali da tenere d’occhio sono la temperatura dell’acqua e la pressione. Per un’estrazione ottimale dobbiamo avere l’acqua ad una temperatura tra i 90° e i 96°C, in questo modo abbiamo il piu’ alto grado di solubilità del caffè e quindi riusciamo ad apprezzare tutti i suoi sapori. Piu’ la temperatura rimane costante in questa fase e migliore sarà il risultato finale. La pressione invece è ciò che ci permete di avere la cremina in superficie, tipica di un buon caffè espresso.

Con Davide abbiamo visto l’estrazione V60 che avviene mediante un cono simile ad un imbuto con all’interno un filtro in carta (sì, esattamente come facevo io in Islanda, ma molto meglio, chiaramente…). Qui l’estrazione viene fatta mediante colatura, l’acqua calda infatti viene versata direttamente sopra al caffè che si trova all’interno del filtro nel cono e pian pianino, filtrando nel contenitore posto sotto, si trasforma e crea la magia. Il caffè che andremo ad ottenere sarà limpido e chiaro, quasi simile ad un tè. Il mio preferito.

FLAGSHIP STORE FAEMA
FLAGSHIP_FAEMA
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Location

“Sleep is a symptom of caffeine deprivation” ecco il motto del Flagship store Faema e quello che si legge appena si entra nello spazio che ricorda molto le botteghe artigianali di un tempo, quei luoghi dove arte, esperienza e sapere si fondono e diventano la massima espressione di un mestiere.

Tra le mura di questo spazio racchiuso in un complesso industriale in piena zona Tortona, si respira il desiderio di trasmettere qualcosa che va oltre ad un semplice lavoro, si percepisce l’amore verso quello che si fa e il costante desiderio di trasmetterlo nel modo più serio e competente che ci sia.

Trovo che questa sia stata decisamente la giusta cornice per essere riuscita ad avvicinarmi a questo mondo incredibile che è il caffè in tutte le sue declinazioni.

Cliccando qui potete andare al sito ufficiale del Flagship Store Faema per poter scoprire meglio questo luogo e rimanere aggiornati sugli eventi e i corsi in programma.

FLAGSHIP STORE FAEMA
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Sono da sempre una grande amante della cucina. Posso dire di aver imparato a fare una torta prima delle divisioni a due cifre (cosa che per altro adesso ho dimenticato). Non esiste cibo che non mi piaccia, amo sperimentare e col tempo sono riuscita a creare un mio stile, che predilige la semplicità dei sapori e la genuinità degli ingredienti. Mangiatrice instancabile di asparagi a primavera, fiori di zucca d'estate, cachi d'autunno, zucche d'inverno e veggie burger tutto l'anno. Benvenuti nel mio mondo, benvenuti nella mia Bluebird Kitchen.