4 consigli per imparare a cucinare

17/05/2018
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4 consigli per imparare a cucinare

Cosa fare per imparare a cucinare e come migliorarsi
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Potrei dirvi che in me scorre il fuoco sacro della cucina e che una mattina mi sono svegliata, ho preso una padella e ho subito iniziato a preparare piatti deliziosi, la verità invece è che la mia “storia d’amore” con lei è iniziata tantissimi anni fa e che quello che ho imparato a fare fino ad adesso è stato tutto il frutto di un lungo percorso fatto di tentativi, studio, errori, assaggi che è iniziato all’incirca 27 anni fa (sì, è ufficilamente la storia d’amore piu’ lunga mai avuta, anche se ha avuto alti e bassi e qualche pausa di riflessione ogni tanto).

In principio erano i pentolini giocattolo, la terra, l’acqua della fontanella del giardino, qualche ovetto rubato dal pollaio di mia nonna, foglie, sassi e rametti. Non vi preoccupate, i primi intrugli non sono mai stati assaggiati da nessuno (anche perchè forse non sarebbe qui a poterlo raccontare…) certo è che sin da bambina, il mescolare ingredienti e il far finta di cucinare è sempre stato uno dei miei giochi preferiti (insieme alle Barbie).

Da quei giochi è nato tutto e adesso vi racconto come ho fatto a trasformare delle pappette terrose nei piatti che cucino adesso.

Osserva

Il primo passo per imparare a fare qualcosa di manuale è osservare chi lo sa già fare e, trattandosi di cibo che volenti o nolenti dobbiamo consumare quotidianamente, risulta abbastanza facile trovare qualcuno da guardare. Inizialmente era la mamma, motivo per cui uno dei primi piatti che ho cucinato in assoluto (avevo circa 6 anni) è stato il petto di pollo al latte con i piselli (petto di pollo un po’ stopposo e pisellini bruciati al primo tentativo ma con ampio margine di miglioramento) perchè era uno dei piatti che vedevo farle fare piu’ spesso.

A seguire vennero i programmi di cucina alla televisione, qualche anno fa non erano molti, io guardavo perennemente il Gambero Rosso Channel e la sua programmazione di 4 ore che si ripeteva in loop. Lì ho inziato a vedere cucinare i grandi chef e ho inziato a conoscere anche le altre cucine del mondo guardando i programmi della BBC.

Da ogni singolo stimolo visivo che ho avuto, ho imparato la gestualità della cucina, quella specie di danza che si fa tra i fornelli: come si taglia una cipolla, come far saltare le verdure in padella, come impastare correttamente.

L’osservare è il primo passo per imparare a cucinare.

Buttati

Come fare a capire se un abbinamento può andare bene oppure no? Come capire quando è il momento giusto per girare una frittata e sapere esattamente la velocità da usare per farlo in modo da evitare di riempire la cucina di uovo? Il passaggio dalla teoria alla pratica, dal concretizzare ciò che abbiamo visto e studiato alla realtà è il momento piu’ importante, perchè in cucina ci sono cose che non si possono solo studiare, si imparano solo sul campo come per esempio capire quanto sale bisogna mettere in un piatto.

Com’è che si dice? “Sbagliando si impara“, ecco, mai come in cucina questa è una verità assoluta. Bisogna buttarsi e provare. A volte andrà bene, altre un po’ meno (come quella volta che con la mia migliore amica decidemmo di inventarci una torta e ci mettemmo 9 uova dentro… piu’ che una torta era una frittata dolce ma da lì, imparammo che nelle torte non c’è bisogno di mettere tutte quelle uova…).

Non abbiate paura di uscire dalla vostra comfort zone , buttatevi, sperimentate e fidatevi del vostro istinto. Ricordatevi che in ogni ricetta c’è sempre un ingrediente segreto che non si compra e non troverete mai scritto da nessuna parte. Quell’ingrediente siete voi.

Approfondisci

Nel tempo ho capito, a suon di tentativi e assaggi, quali fossero le tipologie di piatti che amavo di piu’. I miei sapori preferiti, i colori, i modi di impiattare e le tecniche di cottura. Insomma, così come una persona ha dei marchi di abbigliamento da cui preferisce acquistare perchè piu’ affini al proprio stile, così accade anche nella cucina e nel cibo ed è qui che entrano in gioco i libri e i corsi.

Una volta capito ciò che mi piaceva ho iniziato a scegliere di acquistare libri di cucina affini a questo stile e che mi potessero arricchire con nuove tecniche, ingredineti, abbinamenti. Insomma, qui è entrato in gioco l’approfondimento, il ricercare qualcosa di piu’ per creare un proprio stile e migliorare sempre piu’ ciò che si è costruito a livello empirico.

Ed è così che si scopre come impastare perfettamente l’impasto per la pasta fresca facendo un corso con un’esperta o si scoprono sapori nuovi che vengono da lontano leggendo un libro di uno chef orientale.

Insomma, il bello della cucina è che con tre sempici ingredienti, si possono creare centinaia di piatti, tutti diversi tra loro, ma tutti ugualmente buoni, in base al nostro background e a che cosa ci piace e ci rappresenta di piu’.

imparare a cucinare
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Divertiti

La cucina è sostentamento, ma anche divertimento. Io per esempio amo il suo aspetto un po’ meno rigido e piu’ creativo, ed ecco perchè non amo preparare ricette che siano “tecnica pura”, le vivrei con molto stress e toglierei all’atto del cucinare una delle componenti che amo di piu’ e cioè, il divertirmi mentre lo faccio.

Tutti dobbiamo cucinare per mangiare e mantenerci in forze e sani, ma non tutti devono cucinare le stesse cose e allo stesso modo. Trovare i piatti che ci divertano di piu’ o che ci diano maggior soddisfazione, è un buon modo per appassionarsi alla cucina e ricercare sempre nuovi stimoli per migliorarsi ed imparare cose nuove.

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Sono da sempre una grande amante della cucina. Posso dire di aver imparato a fare una torta prima delle divisioni a due cifre (cosa che per altro adesso ho dimenticato). Non esiste cibo che non mi piaccia, amo sperimentare e col tempo sono riuscita a creare un mio stile, che predilige la semplicità dei sapori e la genuinità degli ingredienti. Mangiatrice instancabile di asparagi a primavera, fiori di zucca d'estate, cachi d'autunno, zucche d'inverno e veggie burger tutto l'anno. Benvenuti nel mio mondo, benvenuti nella mia Bluebird Kitchen.